L’importanza delle Materie Prime

Parliamo di materie prime per i nostri fermentati, ma può anche essere vista come una metafora della vita. Non voglio fare sempre il pesante, ma cosa sono le “materie prime”? perché si chiamano così? Dovremmo essere un po’ più critici, un po’ più coscienti ed attivi. Si chiamano così perché essenzialmente sono la base, le fondamenta, per partire, per fare qualsiasi cosa vogliamo fare. Ci sono le materie prime per costruire una casa, ma anche per produrre il cemento, per fare il pane, ma anche per ottenere la farina.

Per noi esseri umani sono il cibo per esempio, l’aria, le VITAmine, le relazioni sociali, le condizioni ambientali, tutto ciò, se è di qualità ci permette di vivere una vita di qualità, ci permette di rimpiazzare le cellule deteriorate con cellule di qualità, ci permette di affrontare i problemi con un’energia positiva, ci permette di fare tutto, e soprattutto di essere in salute sia mentale che fisica. Se non sono di qualità che succede? E anche solo una di queste materie prime non è di qualità che succede?

Se l’aria non è di qualità, genera delle patologie, sintomo che c’è qualcosa che non va, che stiamo agendo nella natura in modo sbagliato, non siamo in equilibrio.

Se il cibo non è di qualità, lo stesso. Se le relazioni sociali non sono di qualità? Ci ammaliamo di testa, non meno importante. Eccetera, eccetera.

E perché non dovremmo traslare lo stesso discorso su tutto ciò che ha delle materie prime? A meno che qualcuno, consapevolmente, non voglia creare qualcosa di scadente, dovremmo farlo.

Pippone finito.

Quindi, è semplice. Come dicono i grandi Chef, o i grandi vignaioli, che hanno a che fare con la “qualità” da più tempo di noi, per ottenere un prodotto, una creazione di alta qualità, abbiamo un unico prerequisito: devono essere fresche, quindi stagionali, non processate, prodotti con una filiera produttiva a sua volta di qualità e a basso impatto, devono nascere e crescere vicino a noi, sotto lo stesso cielo e sulla stessa terra. 

Selvatiche? Ancora meglio. Saranno più forti, indipendenti, con le spalle larghe di chi è riuscito a crescere da solo, nel suo ambiente, con le sue difficoltà, accanto ai suoi compagni. Le piante sono stanziali, e per questo (come dice il grande Stefano Mancuso) devono creare dei rapporti con le piante vicine, devono aiutarsi, creare una comunità. E le comunità, le popolazioni eterogenee in equilibrio tra loro, gli ecosistemi, sono più forti delle monocolture e dell’industria in natura. 

Parlo di piante e materie prime come se fossero coscienti? Si, lo faccio. Perché lo sono. 

Ponete attenzione alle vostre materie prime e a quelle dei vostri lavori, qualsiasi essi siano.

Non fate gli stronzi.

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    Comments (2)

    • Simone

      Bell’articolo, ottima riflessione.
      In questo periodo mi frulla in testa l’idea di provare una gruit ale, che erbe/essenze del territorio (Firenze) potrei usare? Ah,mi sa che nel grist di malti ci butto le castagne

    • Ciao Simone! Io per esperienza personale quando faccio una birra con le erbe uso solamente erbe fresche, mai processate in alcun modo, quindi stagionali (e lo consiglio sempre e comunque).
      Partendo dalle castagne: sono una materia prima del nostro territorio e quindi stai agendo nella giusta direzione, ma dal punto di vista organolettico danno poco o nulla alla birra. Dipende quale sia il tuo obiettivo. Se le stai usando per farle sentire, ti dico che le sentirai poco, a meno che tu non le processi in qualche modo (tostandole o affumicandole per esempio), ma comunque gli aromi che otterrai vengono solo dal processo, non dalla materia prima. Se invece le vuoi usare perchè hanno zuccheri semplici e vuoi che apportino quello, allora stai facendo bbuono hahah
      Tornando alle erbe, stagionali, delle nostre zone, ti dico che ci stiamo avvicinando al freddo e buio dell’inverno, quindi sarà sempre più difficile trovare erbe e frutti spaziali. Andando a giro in questi giorni ho visto che il rosmarino sta avendo la sua seconda fioritura, e potresti pensare di utilizzarlo, io lo uso spesso. In più potresti affidarti all’ortica, pianta che mi salva sempre in qualsiasi situazione. entrambe queste piante hanno delle grandi proprietà nutrizionali oltre che organolettiche. Penso che dobbiamo riscoprire soprattutto quelle piante che sono state in un modo o in un altro inflazionate dalla cucina, e che ci sembrano troppo “normali” per poter far parte di un gruit, infatti secondo me è proprio il contrario. C’è un motivo per cui sono così di uso comune e se tuttora vengono ampiamente utilizzate nella cucina tradizionale, fatti guidare ed ispirare, prova ad utilizzare le loro erbe, e vedrai che sbagli poco. Ai tempi, quando si usavano le erbe nei fermentati in generale, quindi anche nelle birre, si utilizzava ciò che ci offriva il territorio.
      In più alle erbe, guardati intorno e cerca anche qualche melo o pero selvatico, sono il top. Potresti farti anche una spontanea.
      Buttati

      p.s. Dai un’occhiata su Google per vedere se una pianta è tossica prima di usarla 😉

      Cheers

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